CALLIANO
Chiesa di San Pietro

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La piccola chiesa di San Pietro è sita a mezzacosta, a poche centinaia di metri dall’attuale abitato di Calliano, abitato che seguendo le dinamiche storico-territoriali caratteristiche di questa zona del Piemonte, nel XIII secolo, dall’area della nostra fondazione si spostò, per raccogliersi intorno al castello, baluardo tra monferrini e comune di Asti.
San Pietro è la più datata delle chiese appartenenti al romanico del Monferrato tanto da essere citata in documenti già nell’886, in piena dominazione franca: la data si ricava da un atto di vendita effettuato da Adalardo, prete di San Pietro, con il proprietario franco Amandolone. Probabilmente non si tratta della chiesa romanica orientata, a tre navate, di cui si conserva solo l’abside centrale di circa due metri di raggio e una prima campata di navata; infatti le caratteristiche stilistiche della struttura costruita a regolari blocchi di arenaria, divisa in tre specchiature da semicolonne poggianti su base modanata, che ora risulta quasi completamente interrata, ci riconducono ad un edificio databile all’XI secolo, considerando anche le analogie con il San Giorgio di Casorzo dove, sono molto simili sia le strombature delle monofore absidali a 5 riseghe e sia capitelli pseudo cubici delle semicolonnine addossate. I documenti non ci illuminano su questa sequenza storica, ma da essi risulta che nel 1003 era sotto la giurisdizione dell’articolata pieve di Grana, facente capo alla diocesi di Asti, per passare poi a quella di Casale dal 1474, anno della sua costituzione. Nella visita pastorale del 1568 è riportata un’ampissima e particolareggiata descrizione: è fuori le mura di Calliano, costruita di mattoni, a tre navate con la volta del catino absidale dipinta e ivi raffigurati i simboli degli evangelisti, Dio Padre e santi nella zona inferiore.
Più tardi, nel 1665 la chiesa è già in stato di abbandono, anzi in rovina, e non si celebra più la messa, se non il giorno del santo patrono. La decadenza progressiva portò l’edificio ad una drastica riduzione volumetrica: alla fine dell’Ottocento non esistevano più le navate laterali, le tre campate della chiesa vennero ridotte ad una, di cui è leggibile il passaggio nel muro a sud, verso la navatella destra, murato, e venne chiusa ad ovest da una fredda facciata neoromanica bicroma, che con l’abside medievale, priva d’intonaco internamente ed esternamente, rimasero a costituire il piccolo oratorio ancora oggi esistente.
Nel 1985, rifacendo il tetto, nella parte destra dell’arco trionfale, superiormente alla tarda volta a vela, fu rinvenuto un frammento di affresco raffigurante l’Angelo Annunciante, uno dei rari esempi di pittura astigiana del Trecento, databile alla stessa epoca dell’affresco del chiostro di Vezzolano della Madonna col Bambino in trono, vale a dire intorno al terzo decennio, in cui si colgono i modi giotteschi mediati dalla cultura d’Oltralpe, a differenza di San Pietro dove i rapporti culturali-figurativi sono invece individuabili nell’ambito del giottismo padano.

Bibliografia

PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino – Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), p. XXV e pp. 59-62.
RAGUSA E., Dagli Angiò ai Visconti e agli Orleans: pittura del Trecento ad Asti, in G. Romano, Pittura e miniatura del Trecento in Piemonte, Torino, 1997, pp. 40-41.
TOSI A., Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo – Calliano, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, p. 101.