CASTELNUOVO DON BOSCO
Chiesa di Sant’Eusebio

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La chiesa di Sant’Eusebio si trova in prossimità di un crocicchio di strade: antistante alla facciata, la provinciale Casalborgone–Pralormo che porta a Moncucco e a Berzano, a sud-est quella per Albugnano ed infine quella con cui ci s’inoltra nell’abitato di Castelnuovo. Fu la prima parrocchiale del luogo e risulta citata nei documenti a partire dal 1280 come dipendente dalla pieve di Santa Maria di Pino, che, a sua volta era sotto il patrocinio dei Conti di Cocconato, tanto che nel 1348 nominano il rettore di Sant’Eusebio. Nel 1574 il vescovo di Vercelli, nella cui diocesi si trovava, la indica come chiesa campestre, non più parrocchiale e dipendente dalla prevostura di Sant’Andrea, come è ancora oggi.
La titolatura a Sant’Eusebio farebbe presumere un’origine assai alta: il santo fu Vescovo di Vercelli dal 345 al 374, il primo in Piemonte, poi, per i suoi interventi presso l’imperatore Costanzo contro l’arianesimo, venne imprigionato e condotto in esilio in Palestina e in Egitto.
L’edificio orientato, ad aula unica, è il frutto di due successive sopraelevazioni della chiesa romanica originaria, causate da un progressivo innalzamento del terreno franoso della collina retrostante. Tali modifiche, ascrivibili al XV e al XVIII secolo, sono maggiormente distinguibili in corrispondenza del fianco sud e delle strutture del’abside. Quest’ultima conserva le caratteristiche peculiari dell’architettura romanica della fine dell’XI secolo, inizio XII: la muratura a conci di arenaria alternati a sporadici mattoni, la divisione in tre specchiature mediante sottili semicolonne e corrispondenti a tre monofore, di cui due murate, che internamente recano sull’arco monolitico decorazioni a fogliami e girali molto simili a San Martino di Montafia. Tracce di archetti pensili sottolineano il coronamento dell’epoca. Il fianco sud reca la testimonianza dell’innalzamento del XV secolo: una cornice di mattoni leggermente aggettanti, al di sopra della quale vi è ancora una porzione di muratura intonacata con cornicione a scozia, del XVIII secolo, a concludere il prospetto. Fu probabilmente in concomitanza del riassetto settecentesco che vennero costruite le volte interne e data alla facciata l’attuale composizione i cui elementi architettonici sono ornati da fasci di eleganti modanature.
Un importante restauro, concluso nel 2007, ha riportato in luce la pavimentazione interna e il livello esterno dell’originaria chiesa romanica, riqualificando e consolidando l’intero edificio.

Bibliografia

SOLARO FISSORE A., La chiesa di Sant’Eusebio in Castelnuovo don Bosco: tecniche costruttive e moduli espressivi nell’ambito della cultura romanica del Monferrato tra XI e XII secolo, in Impegno della scuola sul territorio e salvaguardia dei beni culturali. Catalogo della Mostra del Corso Sperimentale di rilievo e restauro architettonico, Asti, 1978, pp. 67-69
PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino – Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), pp. 70-74.
CAPPELLINO M., Chiesa di Sant’ Eusebio – Castelnuovo Don Bosco, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, pp. 114.