CERRETO D’ASTI
Chiesa di Sant’Andrea di Casaglio

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Sant’Andrea si trova nella frazione Casaglio, localizzata su una collina dall’andamento nord-sud, parallela a quella dell’abitato di Cerreto che, a stento, s’intravede tra una fitta boscaglia interrotta, a tratti, da piccoli vigneti.
A qualche anno dopo il Mille risale la notizia più antica che ne documenta l’esistenza: il 24 giugno del 1008 Alrico, vescovo di Asti, dota di terre e chiese il monastero femminile di Sant’Anastasio in Asti e stabilisce che ad esso confluiscano quattro piccoli monasteri della diocesi, tra cui Sancti Andree de Casallo. Successivamente vari diplomi dei vescovi di Asti ribadiscono l’appartenenza dei benefici di Sant’Andrea alle badesse benedettine di Sant’Anastasio e, a partire dal 1186, il papa Urbano III autorizza le monache ad eleggere i preti per le chiese parrocchiali di loro proprietà. Le monache non sono legate solo alla chiesa di Sant’Andrea, ma sono responsabili della Parrocchia, tant’è che quando nel XVI secolo, con lo spostamento dell’abitato a Cerreto, l’oratorio di San Michele, utilizzato dalla popolazione, versa in pessime condizioni, il vescovo intima alla badessa di Sant’Anastasio, pena la scomunica, di renderlo agibile affinchè vi si possa celebrare la Santa Messa.
A Casaglio, a partire dall’inizio del Seicento, le monache non sono più presenti, ed è proprio in quel periodo che l’edificio originario, romanico, a tre navate subisce un sostanziale cambiamento. Ormai fatiscente viene demolito, conservando unicamente una porzione della facciata in cui spicca l’elegante portale lunato di arenaria e mattoni. La riedificazione avviene con il riutilizzo dei materiali antichi: ancora oggi si possono vedere, inseriti nella muratura delle pareti laterali, misti a mattoni e pietre, conci lapidei squadrati, elementi scolpiti con motivi decorativi specifici del romanico del Monferrato. La chiesa originaria venne pertanto trasformata in una semplice cappella campestre ad aula unica, rettangolare, non in asse rispetto alla chiesa originaria, probabilmente per conservare le fondazioni dei pilastri che dividevano la navata centrale dalla navata nord, di cui parte del primo pilastro è tuttora visibile, con ancora in sito il semicapitello scolpito a foglie d’acanto ed eleganti volute.
La chiesa venne sempre utilizzata, sia pur solo nelle feste del santo titolare e le badesse di Sant’Anastasio ne conservarono la giurisdizione fino al 1802, allorchè avvenne la soppressione napoleonica degli enti religiosi.
Nell’ultimo ventennio del Novecento l’edificio, cadente e gravemente degradato, è stato restaurato con grande cura, con particolare attenzione all’interno ripristinando l’altare costruito nel 1699. Venne rifatto il pavimento, riportando ad un assetto più adeguato l’edificio di cui perdurano parti risalenti a mille anni addietro.

Bibliografia

SILICANI G.P. Sant’Andrea di Casaglio Storia e arte di una chiesa e di una Comunità del Nord Astigiano, Cerreto d’Asti, Parrocchia di Sant’Andrea, 1996.
PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino – Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), pp. 91-93