MONTEMAGNO
Chiesa di San Vittore

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I documenti sulla chiesa e il campanile di San Vittore sono assai scarsi, tuttavia è il territorio che può aprirci a delle verosimili ipotesi di dinamiche storiche: i resti romanici sono ascrivibili per confronto stilistico con le altre fondazioni del romanico del Monferrato alla metà del XII secolo.
Nel quattrocento i marchesi di Monferrato potenziano il castello e il suo borgo a scapito degli insediamenti circostanti e così l’accentramento intorno al castello, posto a poco più di un chilometro, portò ad una progressiva decadenza dell’intorno, tra cui l’abitato da cui si attingevano le cure e le risorse economiche per il mantenimento dell’edificio.
Il dato più antico è nel registro diocesano del 1345 in cui risulta dipendere dalla Pieve di Grana ed essere una delle cinque chiese di Montemagno, con San Martino, San Cipriano, San Quirico e probabilmente Santa Maria nel castello. Con la creazione della Diocesi di Casale nel 1474 si ha il passaggio di San Vittore da Asti alla nuova giurisdizione. Alla fine del Seicento è ridotta in rovina, ma all’inizio del Settecento viene completamente restaurata tanto da essere nuovamente consacrata, dal vescovo, il 13 novembre 1707. Solo nel 1796 si assiste alla scomparsa della prevostura di San Vittore che riunendosi a san Martino, l’attuale parrocchiale, perde i diritti di parrocchia e decade rapidamente, tanto da essere ridotta ad un rudere completamente privo dell’aula, come testimonia una fotografia di Secondo Pia del 1896.
Dell’edificio romanico ad aula, orientato, si conserva unicamente la zona absidale con a fianco il campanile, che nella zona inferiore risulta aperto e con l’angolo nord-occidentale che si regge su una colonna costruita appositamente, in seguito al crollo della volta della parte anteriore al presbiterio. E’ a vista ciò che rimane della struttura interna, priva delle scale lignee di cui sicuramente era provvista. Tuttavia la conservazione in forma di rudere consente la lettura dei sistemi costruttivi del XII secolo: grandi conci di pietra arenaria fanno da cortina a riempimenti a sacco delle murature, è così possibile apprezzare il perfetto incastro tra le parti in muratura di mattoni e i blocchi di pietra. Dal punto di vista decorativo l’abside è ravvivata dal motivo bicromo di mattoni ed arenaria e da una fila di archetti pensili sottocornicione. La zona più elevata del campanile è leggermente diversa rispetto alla base dove la muratura pare proseguire dall’abside, in elevato lesene rettangolari delimitano le facciate in cui si aprono nel primo registro sottili monofore e nel secondo proporzionate bifore. Le eleganti cornici marcapiano sono sottolineate da archetti pensili e fasce a denti di sega, ricavati entrambi direttamente nello stesso blocco.
Nei documenti si trova nuovamente traccia di San Vittore a partire dal 1929, anno in cui la Soprintendenza ai Monumenti registra consistenti lavori di restauro a ciò che resta dell’edificio: abside e campanile.
In occasione del Giubileo del 2000 sono stati eseguiti il consolidamento della colonna di mattoni, il rifacimento delle coperture e la sistemazione dell’area.

Bibliografia

PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino – Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), pp. 129-133.
GALVAN C., Chiesa di San Vittore Montemagno, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, pp. 158-159.