MONTIGLIO MONFERRATO – SCANDELUZZA
Chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano

Loading...

 

La chiesa dei SS. Sebastiano e Fabiano de Caxia, è la testimonianza materiale del classico esempio di processo insediativo medievale di trasferimento dei villaggi. Infatti nel 1304 grazie a una “convenzione” stipulata dal marchese di Monferrato e dai signori del luogo, i Cocconito di Montiglio, fu stabilito che “tutti gli uomini” del luogo di Caxium, l’antico abitato che sorgeva nelle vicinanze dell’attuale cimitero di Scandeluzza, dovessero trasferire le proprie abitazioni nei pressi di una nuova fortezza, (fortalicia bona et fortis) eretta attorno alla chiesa di Santa Maria di Scandeluzza, la cui giurisdizione sarebbe stata ripartita tra i signori e il marchese. Gli abitanti obbedirono e del villaggio de Caxia rimase unicamente la chiesa di SS. Sebastiano e Fabiano e la terra consacrata intorno ad essa, utilizzata poi nei secoli, per la sepoltura dei defunti. In realtà la prima attestazione della chiesa de Caxia sarebbe ascrivibile al 1298, sia pur con la titolatura a Santo Stefano, allorchè compariva nel registro delle chiese della diocesi di Vercelli, poco dopo nel 1348 è citata con la titolatura di San Sebastiano de Caxio, come facente capo alla pieve di San Lorenzo di Montiglio. La chiesa dei SS. Sebastiano e Fabiano era quindi già presente nel XIII secolo come del resto testimoniano i numerosissimi conci lapidei inglobati nelle sue strutture quattrocentesche, ma risalenti ad un edificio precedente coevo alle chiese romaniche del Monferrato, attestate nei secoli XI e XII.
L’edificio attuale è orientato, ad aula, con abside semicircolare arricchita da una bellissima doppia cornice sottogronda di archetti pensili fittili, su mensoline sagomate, e coronamento di conci lapidei di recupero scolpiti a girali, sul lato una apertura ad arco acuto poi murata le donano un aspetto goticheggiante. Infatti all’interno una iscrizione rammenta la riedificazione quattrocentesca e la successiva consacrazione avvenuta nel maggio del 1429, a tale epoca sono ascrivibili gli affreschi che insistono all’interno, in corrispondenza dell’abside, e raffiguranti San Sebastiano e il Cristo Pantocrator tra i simboli dei quattro Evangelisti. Nel 1817 era ancora leggibile, ma attualmente è scomparsa, la firma “de Pillis” dell’autore, si tratta dello stesso maestro che si adoprò a San Pietro del vicino comune di Portacomaro, a Viatosto e nella cappella dell’arcangelo Michele a San Secondo in Asti. Nei secoli l’edifico decadde tanto che nel 1584 il visitatore apostolico monsignor Carlo Montiglio ordina che si disboschi il cimitero e che si rifaccia il pavimento.
Intorno al 1870 l’architetto conte Edoardo Arborio Mella realizzò un’imponente opera di restauro sull’intero edificio, con la totale ricostruzione della facciata in forme neoromaniche. L’intervento riguardò anche gli affreschi interni quattrocenteschi, che vennero coperti dalle pitture di un certo Cesare Pifferi; i quali solo nel 1991 (contributo Ministero Beni Culturali), vennero liberati dalle pesanti ridipinture ottocentesche.

Bibliografia

PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino -Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), pp. XX, XLI, 169-174.
www.centrocasalis.it
BATTISTONI M., LOMBARDINI S., TORRE A., a cura di, Comune di Montiglio, Schede storiche-territoriali dei comuni del Piemonte, s.d.
GALVAN C., Chiesa dei S.S. Sebastiano e Fabiano Scandeluzza, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, pp. 188-189.