PIEA
Chiese medievali scomparse

 

Nel territorio di Piea le prime notizie sulle presenze ecclesiastiche sono del 1153, allorchè il vescovo Anselmo compare come beneficiario di una prima bolla, di papa Eugenio III, a conferma del patrimonio della chiesa astese, che risultava comprendere tra i possedimenti a nord-ovest della città “Caprile cum suo comitatu et castro Plage” Capriglio con il suo comitato e il castello di Piea, citando il comitato nel senso di condivisione della giurisdizione con i Domini, signori di Capriglio e poco più tardi i Domini De Playa, i signori di Piea, aristocrazia rurale dell’epoca.
Nella bolla pontificia del 1154, più specifica, compaiono due chiese: San Secondo e Santa Maria Maddalena. La prima descritta come una cappella campestre appartenente ai Canonici della cattedrale astense, situata presso l’omonimo mansum, possedimento con rustico. Nei secoli la sorte della chiesa di San Secondo fu assai travagliata, descritta in rovina, ricomparve nei documenti nel 1780, anno in cui fu riedificata e riaperta al culto. In seguito, nel 1818, dopo alcune vicende leggendarie tra cui il ritrovamento al suo interno di un covo di serpenti, fu abbandonata e decadde fino alla scomparsa totale. Di essa attualmente sopravvive solo il toponimo: San Secondo che individua a sud dall’attuale abitato, a circa mezzo chilometro, una cascina posta su una bassa collina, a breve distanza dalla strada statale 458.
La chiesa, Santa Maria Maddalena, è citata nel 1182 in un atto con cui Guglielmo vescovo di Asti, concede al monastero femminile di Santa Maria delle Grazie di Asti, una chiesa con annesso ricovero per viandanti, uno spedale sulla strada principale situata iusta rivum Plage in publica strata. A tale proposito è bene ricordare l’importanza di Piea rispetto alle antiche vie di comunicazione: infatti nel suo territorio passava la strada romana che univa l’importante città di Industria, Monteu da Po, ad Hasta Pompeia, Asti, ed a Piea molto probabilmente, in corrispondenza della valle di Cortazzone, si staccava una diramazione verso la via Fulvia, che più a sud collegava Asti e Torino.
Nel 1247, citata dal vescovo di Asti, compare la chiesa di San Filippo, situata a circa un chilometro e mezzo a sud del concentrico, vicino a Viale, tanto da essere definita “de Playa e de Viallo”.
Verso la metà del Trecento nel Registrum Ecclesiarum dioecesis astensis, non risultava più la chiesa di Santa Maria Maddalena, ma erano attestate a Piea due chiese: la ecclesia Sancti Philipi de Playa e la ecclesia Sancte Marie de Playa, con “registri” di imponibile pari, rispettivamente, a 20 e 12 lire astesi, che figuravano tra le dipendenze della pieve di Pisenzana di Montechiaro. San Filippo rimase chiesa parrocchiale fino al 1585 quando, come risultava dalla visita pastorale, essendo in rovina e sconsacrata per esservi stato perpetrato un omicidio, venne distrutta e ricostruita, nel 1597, in altro luogo, vicino al castello, riunendo la titolatura di San Filippo a San Giacomo.

Bibliografia

FARINA M. C., Piea d’Asti. Vita e storia del secondo millennio,Parrocchia di Piea, 1993, pp. 7-191.
www.centrocasalis.it
BATTISTONI M. ,LOMBARDINI S., a cura di, Comune di Piea, Schede storiche-territoriali dei comuni del Piemonte, 2001.
CAPPELLINO M., Piea Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, in CROCE V. a cura di, Tra gotico e neogotico. Le chiesa parrocchiali astigiane, Asti, Cassa di Risparmio di Asti, 2012, pp. 292-293.