TIGLIOLE
Chiesa di San Lorenzo

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La chiesetta sorge su un poggio appartenente alle colline a nord del torrente Borbore, poco più in alto della strada provinciale, in una regione chiamata Malaterra.
Risulta protetta da una fascia di alberi spontanei, in prevalenza robinie e bagolari, disposta tutta intorno, appena oltre il bordo erboso pianeggiante che consente di esplorare i fianchi e l’abside.
L’edificio ad aula unica è disposto sull’asse est-ovest, come di regola nelle chiese medioevali, con l’abside, e quindi l’altare, verso il sorgere del sole. L’ingresso volto ad occidente è sottolineato dal bel portale a colonnine, leggermente aggettante rispetto al paramento della facciata delimitata verticalmente da due lesene angolari, a loro volta concluse da una cornice in cotto, sobriamente modanata. Tre filari di conci di arenaria solcano la facciata, intervallati a corsi multipli di mattoni, secondo le caratteristiche costruttive del romanico del Monferrato, interrompendo l’uniforme basamento di cotto, anche nella parte più elevata, la muratura di epoca posteriore, a vista, è esclusivamente di mattoni. Nel prospetto sud, anch’esso ampiamente rimaneggiato nei secoli, è un portale tamponato, sporgente dal paramento, che conserva le caratteristiche dell’architettura romanica: arco oltrepassato a conci di arenaria con soprastante ghiera alternata di mattoni e blocchi lapidei. L’abside, ampiamente modificata, è a tre campiture separate da due sottili lesene, originariamente ricavate in conci lapidei scolpiti, che recano bei motivi decorativi geometrici. Eleganti le tre monofore ampiamente strombate, uniformemente di arenaria e con archivolto monolitico.
Fino ad oggi sono scarse le notizie storiche a causa del fatto che il luogo fortificato a cui faceva capo, da un documento del 1041 detto Tigliole Santa Maria, apparteneva al vescovo di Pavia, dove andrebbero fatte ulteriori ricerche. Tuttavia, le parti scolpite, mai figurative, costituite da ripetizioni di elementi geometrici e nastriformi, la fanno avvicinare ad una datazione d’impianto risalente al XII secolo. Originariamente, addirittura dal 974, dipendeva dalla pieve di San Giulio di Lavege, villaggio ora scomparso che sorgeva in prossimità della località San Giulio di San Damiano. In un secondo tempo, dopo il periodo pavese, nel 1345 San Lorenzo è citata tra le chiese della Pieve di Marcellengo (San Damiano). Solo nel 1507 è menzionata direttamente nel catasto descrittivo di Tigliole e, successivamente, lo storico astigiano De Canis afferma che ancora all’inizio del Settecento il suo intorno assolveva ad una funzione cimiteriale. Nel 1803 viene aggregata al vicariato della città di Asti, per passare in un secondo tempo, come prevostura, al vicariato di Baldichieri.
Un importante e necessario restauro, in parte ricostruttivo, è stato eseguito negli anni Novanta, salvando da sicura rovina l’edificio che, nel 1980, era in fase di crollo.

Bibliografia

PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino -Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), pp. 184-191
CAPPELLINO M., Chiesa di San Lorenzo Tigliole, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, pp. 168-169.