VILLAFRANCA D’ASTI
Chiesa Madonna della Neve

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La chiesetta della Madonna della Neve di Vulpilio sorge nel territorio comunale di Villafranca, su una dorsale collinare tra la valle del torrente Traversola e la valle del Triversa, al limitare nord-est dell’altopiano di Villanova.
Dell’edificio originario, romanico, intitolato a Santa Maria, databile tra il XII e il XIII secolo, è conservata solo l’abside semicircolare, pesantemente intonacata, di cui tuttavia sono leggibili la base aggettate, sormontata da due semicolonne in pietra ancora a vista, che delimitano tre sfondati ognuno con una monofora centrale dall’architrave riccamente decorato, fortunatamente non intonacate. I conci di arenaria sono alternati al mattone, e nella monofora centrale compare il motivo a denti di lupo che esalta l’effetto della bicromia.
Storicamente di Vulpilio ci sono notizie già all’inizio del XII secolo, infatti nel 1132, il vescovo Landolfo concedeva alle monache di S. Anastasio tutto quanto possedeva la Chiesa di Asti “in Vulpilio et in Treversole cum omnibus qui sunt de nostro districto”, con tutti gli abitanti dipendenti dalla sua giurisdizione. Attualmente di Vulpilio conosciamo l’ubicazione grazie all’attuale sopravvivenza della chiesa, il suo territorio allora era molto più vasto di quanto non appaia oggi in base al toponimo superstite, attribuito solo ai dintorni della chiesetta, e ciò grazie ai numerosi documenti medievali che attestano, fra l’altro, come sul luogo si intrecciassero molti interessi e diritti, in concorrenza con il vescovo di Asti e con le sue monache.
Nel corso del XIII secolo, quando il villaggio era ancora prospero, vi risiedeva un sacerdote che ne amministrava i beni: nel 1228 si trattava di un certo Manfredo presso la cui abitazione venne stipulato un atto notarile. Dalla documentazione superstite, compresa fra quell’anno e il 1258, la chiesa di S. Maria di Vulpilio risultava possedere almeno una dozzina di appezzamenti, dati in gestione a terzi, come appare nel 1255 per tre campi situati nella valle del Triversa, tenuti da un certo Guglielmo Salta di Belmonte. Nel 1303 la prebenda di Vulpilio era tenuta dal canonico Bonifacio di Valperga che la lasciò vacante, e siccome nessuno la richiedeva, probabilmente non era redditizia, venne assegnata d’ufficio al canonico Antonio Desaya. Nonostante la decadenza nel 1411 aveva ancora qualche possesso fondiario sparso nella valle del Triversa e sulla collina, e lo stesso villaggio di Vulpilio, ospitava ancora due chiese, poiché sappiamo che esisteva anche San Giovanni sotto la giurisdizione del monastero benedettino di Breme.
Nel 1585 il Visitatore apostolico aveva trovato la chiesa di S. Maria “de Vulpiis” restaurata e ampliata di recente con il riuso del materiale del San Giovanni rovinato, che all’epoca era solo più una cappelletta, piccolissima e del tutto distrutta. Dal Seicento divenne di pertinenza della famiglia Goria e, addossato alla chiesa, comparve un piccolo romitorio. Nel settecento prende il titolo di B. M. V. ad Nives, Madonna della Neve. I Goria ne conservarono il patronato fino al 1828 allorchè subentrarono i conti Canalis di Cumiana. All’inizio del Novecento venne costruito il campanile e nel tempo l’edificio subì altre modifiche, fino ad arrivare alle attuali fattezze.

Bibliografia

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www.centrocasalis.it
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TOSI A., SALERNO P., Chiesa della Madonna della Neve – Villafranca d’Asti, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, p. 209.
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