VILLANOVA D’ASTI
Chiesa di Corveglia

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A sud delle colline del Basso Monferrato sull’altipiano di Villanova, nel piccolo borgo di cascine “della piana”, bassi e lunghi fabbricati costituiti soprattutto da rustici per ricoverare foraggi ed attrezzi agricoli, spicca l’antico complesso dello “spedale”, della canonica e della splendida torre campanaria di Corveglia, che insiste sul territorio da circa 900 anni. Una delle testimonianze storiche, artistiche ed architettoniche più significative della zona.
Il campanile–torre di Corveglia è il fabbricato più antico del complesso che in origine comprendeva la chiesa di San Giacomo, oggi scomparsa, la prevostura e lo “spedale” in cui trovavano accoglienza viaggiatori, pellegrini e religiosi, poi trasformatisi in “castello”. Il campanile è a pianta quadrata con alla base delle mura poderose che raggiungono m 1,25 di spessore; ha un’altezza di circa 20 metri che certamente lo rendeva un punto di orientamento fondamentale per i viandanti che percorrevano la “piana di Villanova” dei primi secoli del secondo millennio d.C.. Costruito con una bella muratura a filari regolari di grandi mattoni (cm 31x12x8) disposti di punta e di fascia, si innalza attualmente per sei livelli sottolineati da eleganti cornici ad archetti semplici e decorazioni a denti di sega. Due lesene lievemente aggettanti incorniciano verticalmente la struttura, creando una serie di sfondati in cui, a partire dal basso, monofore, bifore e in alto trifore ne movimentano la superficie apportando all’interno luce ed aria. Splendidi i capitelli “a stampella” delle sottili colonnine di arenaria che ornano le bifore del quarto e quinto livello e le trifore del sesto livello: racemi, foglie e frutti si rincorrono sulla superficie dell’arenaria. Internamente i primi due livelli del campanile sono coperti, il primo, da volte a crociera, il secondo da una volta a botte a tutto sesto. L’edificio della canonica o prevostura agostiniana (XIII secolo) adiacente al campanile è a tre piani fuori terra e a piano terreno conserva elegantissime volte a crociera costolonate poggianti sui muri laterali e su colonne centrali in muratura di mattoni e conci di arenaria.
Del 1153 è il primo documento che attesta ufficialmente la presenza dello spedale, esso ratifica una donazione dei marchesi di Romagnano al prevosto Guglielmo. Sorto come ospedale di strada per volontà di Ruffino, signore di Ferrere, da subito fu prevostura regolare agostiniana secondo il titolo di San Giacomo di Corveglia.
Nei secoli il territorio di pertinenza di San Giacomo di Corveglia si amplia in modo considerevole e i canonici ormai hanno terreni e rendite in decine di luoghi che vanno dal centro della città di Asti alla Val Germanasca, a Pinerolo, a San Damiano, a Racconigi, ecc…
Nel 1376 la dotazione terriera del monastero è di più di quattrocento ettari di appezzamenti arabili, di prati e di boschi. Alla metà del quattrocento tale frà Aimonetto di Ferrere, in una supplica al vescovo di Asti, definisce nobilissimo e onorevolissimo il monastero di Corveglia raccontandone le vicende.
Nel 1473 la prevostura di Corveglia venne soppressa e di fatto riunita sotto la giurisdizione di Santa Maria del Piano di Pinerolo.
Alla fine del XV secolo Giovannino Riccio prese possesso della ex prevostura e iniziò la trasformazione in dimora signorile fortificata.
Dopo alterne vicende di sottomissione o al Vescovo di Asti o al Duca d’Orleans coinvolte la famiglia Riccio e il Comune di Villanova verso la fine del Cinquecento la chiesa della prevostura di San Giacomo di Corveglia sparisce dai documenti e dal Seicento in avanti si cita la possente torre campanaria e la chiesetta di Sant’Antonio da Padova costruita al posto dell’antica sede prevosturale, sede del “monastero più bello e più ricco” di tutta la diocesi di Asti.
A partire dal XIX secolo in proprietà a privati che lo utilizzarono come cascina e ricovero di animali, attrezzi e foraggi. Attualmente è destinata a struttura ricettiva e di ristorazione.

Bibliografia

PITTARELLO L. (a cura di), Le chiese romaniche delle campagne astigiane. Un repertorio per la loro conoscenza, conservazione, tutela, Torino -Asti, Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte – Provincia di Asti, 1984 (ed. 1998), pp. 202-210.
BORDONE R., CARPIGNANO G., La prevostura di Corveglia. Passato e futuro di un monumento astigiano, Provinvia di Asti, 2001, pp. 7-114.
CAPPELLINO M., Campanile di Corveglia – Villanova d’Asti, in a cura di, Osservatorio del Paesaggio, “Il paesaggio del romanico astigiano”, CRASTI, 2006, p. 208.